ci siamo quasi

by on March 24th, 2012
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Questa mattina sembra estate: un sole splendido ed un cielo terzo accompagnano l’inizio dei preparativi per la partenza.
Questo fine settimana, niente compiti a casa per lunedì, solo un po’ di relax ed il piacere di godermi l’ultimo weekend in città.
Ieri l’ultimo giorno di scuola, i primi saluti ed inevitabilmente i primi ricordi che iniziano ad affiorare, ancora vivi, dei tre mesi passati qui in Germania.
In serata, una passeggiata nel lungo Reno ed un birra bevuta in compagnia in un locale all’aperto, sulla riva del Fiume in una Dusseldorf notturna, animata e calda come non l’avevo mai vista.
Per la prima volta in vita mia mi sono sentito a mio agio in una grande città. Mi sono sentito accolto e coccolato da lei, con i suoi mille colori e odori, con la magia di una città vecchia affascinante di giorno quanto trasgressiva e sregolata di notte. Una città dalle mille sfaccettature e diversità che convivono tra loro, anche nei casi più estremi, sul filo di un equilibrio che non sono ancora riuscito a comprendere del tutto, ma che comunque funziona.
Come sempre accade, i miei pensieri in questo momento sono interamente dedicati a quello che è stato.
Passare mesi interi sopra i libri, senza fare sport, è stato durissimo per me, ma ciò non ha influenzato la positività di questa esperienza. Me ne torno a casa un po’ cambiato, con qualche esperienza in più a riempire la mia anima, con qualche nuova emozione a compiacere il mio cuore di viaggiatore sempre alla ricerca di non si sa bene cosa.
Tante persone e tante culture si sono incrociate in questo viaggio, tanti diversi modi di vivere e di pensare, un solo obiettivo comune: il voler vivere la vita in pace con gli altri.
Non sempre le cose hanno funzionato: incontrare una nuova cultura non è cosa scontata ed automatica, ma quello che è sicuro è che c’è sempre da imparare, anche quando si sbaglia.
La prima cosa che ho capito in questo viaggio è stata l’importanza del rispetto… del rispetto per tutto ciò che è diverso da noi, o che semplicemente non capiamo.
Troppo spesso tendiamo a prevenire, a giudicare sulla base delle nostre idee o dei nostri pregiudizi.
In questo viaggio ho imparato prima di tutto ad osservare, ad ascoltare senza giudicare. Questo lo ho imparato grazie alle tante persone che ogni mattina incontravo a scuola.
Indipendentemente dal colore della nostra pelle, dal nostro accento e modo di parlare, dal modo di vestire o di pensare, alla fine siamo sempre riusciti a condividere tutte le esperienze insieme. Una sola regola alla base di tutto ciò: il rispetto reciproco.
E proprio questo rispetto sarà la prima cosa che metterò in valigia.
Vita da surfisti… sempre più cittadini del mondo.

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Categories: il viaggio, pensieri

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