e pensavo fosse tedesco

by on March 17th, 2012
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La settimana è stata pesante e comincio seriamente a non poterne più. Sono arrivato alla frutta, ho bisogno di surfare, come di bere l’acqua per vivere. E questo ha abbassato tremendamente la mia concentrazione, complice anche una settimana passata solo a memorizzare vocaboli, peraltro di poco interesse, senza nessuna regola di grammatica che il più delle volte “movimenta” la lezione ed aiuta nello studio.
È venerdì, ho 15 minuti di pausa prima dell’ultima ora di lezione in cui dovremmo anche far il test, perché la nuova prof ha avuto la bella idea di posticiparlo per ben due volte arrivando all’ultimo momento utile…
Me ne scendo al solito baretto sotto la scuola per un espresso. L’anziano proprietario, italiano emigrato da una vita in Germania, di solito non molto loquace a dire il vero, inizia a parlarmi a macchinetta. Vengo preso di sprovvista e non riesco a capire un H. Gli chiedo di ripetere e mi sforzo di concentrarmi tutto convinto che mi stesse parlando in tedesco. A dirla tutta mi sono anche un po’ innervosito perché ho subito pensato tra me e me che sono talmente stanco da non riuscire neanche a capire una banale conversazione in tedesco.
Solo alla terza ripetizione mi rendo conto che l’anziano signore non ci aveva neanche minimamente provato a parlare tedesco: sapendo che sono italiano, si era semplicemente limitato a parlare nel suo tipico dialetto barese, incomprensibile alle mie orecchie più del tedesco a quanto pare.
La quarta volta mi ha ripetuto il tutto, sempre in barese, ma parlando lentamente ed allora ho capito che tutto carino mi voleva offrire una pasta con la cioccolata…
Che dire… è proprio ora che ritorno a surfare, perché di stare con i piedi in terra ferma non ne posso più e questi sono chiari segnali!
Vita da surfisti… che hanno assolutamente bisogno di mare.

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Categories: il viaggio

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