Sciopero!

by on March 7th, 2012
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Si dice che i tedeschi le cose le fanno sempre fatte bene e a dirla tutta bisogna dargli ragione.
Oggi ne ho avuto l’ennesima conferma.
È stato indetto lo sciopero generale dei mezzi pubblici, quindi niente metro, autobus, filobus e, se ho ben capito, anche una buona parte dei treni si è fermata.
La mia prima preoccupazione è stata quella di dover coprire il percorso casa – istituto e ritorno.
Molti studenti hanno rinunciato ed hanno fatto vacanza, altri si sono affidati al taxi.
Io, forte del mio fedele longboard ho deciso di partire in anticipo rispetto al solito orario e nel caso non avessi trovato nessuna metro, me la sarei fatta in skate.
Mentre mi avvicinavo alla stazione già immaginavo le scene da panico all’italiana: persone ammassate alla fermata in attesa da ore, pronte ad inveire su chiunque, traffico in tilt, ritardi e caos vario…
Invece niente.
Le fermate delle metro erano tutte deserte. La scritta luminosa nei tabelloni indicava che non vi erano treni in percorrenza. Il traffico, ne più ne meno, scorreva regolare come sempre. La vera sorpresa è stata vedere tantissime persone andare a lavoro in bicicletta. Ho visto gli abbinamenti più incredibili, ma tutti affascinanti. Uomini in giacca e cravatta, con le scarpe da tennis, lo zainetto da trekking (con dentro mi auguro le scarpe abbinate per il vestito) e la mountain bike. Ragazze, curatissime, capelli fatti, trucco, borsa a tracolla, scarpe comode ai piedi per pedalare e “tacco” elegante nel cestino sopra il fanale, con biciclette da passeggio di tutti i tipi e modelli, ma sempre dotate di tutti gli accessori e confort in pieno stile tedesco.
Nel percorso di andata ho seguito la linea della metro per tutta la parte esterna per poi affidarmi alla cartina per il resto del percorso. Un momento di “perdizione” nelle viette asfaltate di un parco cittadino bellissimo. Il tempo di capire la giusta strada, fra i saliscendi intorno ai laghetti e gli ultimi chilometri verso l’istituto. Qualche incrocio in pieno centro, da dover osservare con più attenzione per individuare la direzione verso la scuola e sono arrivato. Otto chilometri in 45 minuti, che dire, il mio record personale.
La cosa più divertente mi è capitata ad un semaforo. Ero fermo, in piedi sullo skate, in attesa del verde pedonale e consultavo la cartina, ascoltando come sempre la musica.
Mi sento bussare su una spalla: un signore distinto, con il trolly in mano, mi chiede la strada per la stazione.
Io lo guardo e, trattenendo a fatica una risata, gli faccio capire che non sono messo tanto meglio.
Chiediamo così indicazioni ad una passante. Ci salutiamo cortesemente e riprendiamo ognuno il nostro percorso.
La mattina a scuola passa velocemente, anche se verso le undici e mezzo inizio ad accusare i chilometri fatti.
Per un momento mi viene quasi il desiderio di rientrare in taxi, ma poi, a fine mattinata, il surfista che è in me prevale e decido di rifare tutta la panoramica nel lungo fiume per tornare a casa. È distante dall’istituto ma vale la pena provare.
Anche il viaggio di ritorno, causa una variazione di percorso improvvisa dettata dalla pura curiosità, mi ha fatto scoprire un parco bellissimo, verde ed enorme, dove pace e tranquillità la fanno da padrone.
Dopo 16 chilometri circa in skate posso tranquillamente dire che la mia giornata è pressoché finita… dire che sono a pezzetti non rende giustizia al mio stato fisico.
Devo solo trovare un po’ di forza per fare gli esercizi per domani, poi riposo.
Vita da surfisti… che qualche volta dovrebbero andare in taxi.

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Categories: il viaggio

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