Freeride verso Nord

by on March 5th, 2012
2 CommentsComments

Follow my blog with Bloglovin
Ultimo giorno di relax prima dell’inizio del nuovo corso.
Sveglia con calma e colazione in centro nel baretto italiano con brioche e cappuccino.
Un salto in istituto a stampare delle cose e, contrariamente alle aspettative, un timido sole si affaccia sulla città. Ci sono molte nuvole e sicuramente è una schiarita momentanea. Decido però di approfittarne. Non mi ricordo più quanto non vedo il sole. Ho il longboard con me, devo andare a fare la spesa ma prima voglio girovagare un po’ senza meta per la città.
Due fermate di metro per Altstadt -la parte vecchia della città- ed il lungo Reno tutto per me.
Pochissime persone in giro, è ora di pranzo e questo timido sole sembra volermi tenere compagnia. Decido di puntare verso nord.
Questa parte della città mi manca, non l’ho ancora vista: abito in periferia nord, molto lontano dal centro, ma percorro il tragitto sempre in metro.
Non ho idea di dove andare, ma ho la piantina della città con me. Quindi decido di seguire la strada ciclabile sul lungo fiume fin quando non mi stanco per poi capire dove sono finito e cercare di rientrare verso casa.
Accendo l’ipod, Paradise City dei Guns N’ Roses mi accompagna nei primi metri del mio piccolo viaggio.
Dopo poco la ciclabile si trasforma in una sorta di autostrada tutta per me, con un asfalto bellissimo e qualche sali-scendi con cui mi avvicino ed allontano dal fiume attraversando zone verdi, parchi, aree edificate e persino un canale pieno di case galleggianti dall’aspetto antico ed un po’ fatiscente. Non so perché ma le case galleggianti hanno un qualcosa che mi affascina. Non ho mai ben capito cosa sia: forse l’idea che soltanto un ormeggio le collega alla terra ferma, come se fossero pronte a fuggire via navigando alla deriva nei flutti senza meta, spinte soltanto dalla corrente del momento. Forse mi piacciono così tanto perché anche io mi sento così, desideroso di andare dove mi porta la vita, senza una meta, spinto soltanto dal vento del destino.
E nel mio piccolo, proprio oggi, in questo pomeriggio di liberta voglio fare questo, girovagare senza meta, seguendo la strada più favorevole per il mio longboard.
Si sta alzando il vento che soffia proprio alle mie spalle. Sembra quasi un caso, ma proprio con il vento in poppa percorro un lungo tratto di ciclabile. La strada è pianeggiante ma il vento mi sospinge leggero e procedo ad andatura moderata, ma senza dover spingere. Apro le braccia e la mia giacca funge quasi da vela.
Mi sembra come di danzare curvando dolcemente a destra e sinistra assecondando il vento.
Senza rendermene conto percorro diversi chilometri, rapito dalla bellezza del lungo fiume ed incuriosito dal cosa scoprirò andando ancora avanti.
E sorpresa delle sorprese, alzo gli occhi ed a neanche un chilometro da me, intravedo i padiglioni della fiera che si trova vicino casa mia, Senza volerlo il corso del fiume ed il vento mi hanno riportato a casa.
Rimango stupito da quanta strada abbia fatto. Normalmente in metro impiego non meno di venti minuti per rientrare a casa. Riesco anche a fare spesa nel solito market e divertito mi avvio a casa.
Apro la porta, una valigia in soggiorno. Il mio nuovo inquilino è arrivato, ma al momento non è in appartamento. Una doccia ed il pranzo in attesa del suo rientro.
Il mio piccolo viaggio si è concluso, ma una nuova avventura sta già per iniziare.
Vita da surfisti… che si sentono liberi.

Share
Categories: il viaggio

Comments

Feed
Trackback URL

Leave Comment

You must be logged in to post a comment.