Freeride

by on January 17th, 2012
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Anche questa mattinata di scuola è passata. Cinque ore seduto su un banco chiuso in una stanza è dura per uno spirito libero come me. Fortunatamente c’è il sole, i compiti a casa sono pochi ed ho portato il longboard con me.
Il mio coinquilino se ne torna a casa insieme con un ragazzo greco che abita nell’appartamento sotto al nostro. Io decido di fare un po’ di freeride in città.
Mi fermo a comprare un panino al volo nel chioschetto della stazione. Un angolo curato ed accogliente in una stazione ordinata e pulita.
Tre fermate della Metro e qualche passo a piedi per attraversare le vie che portano al fiume. È freddo, ma il sole riscalda timidamente l’aria e molte persone si godono la giornata terza.
I locali sulle rive del lago sono gremiti. In molti passeggiano. Qualche coppietta si gode la pace del parco scambiandosi dolci effusioni e qualche sguardo complice seduti sulle panchine. Altri fanno jogging.
Decido di dirigermi verso la parte moderna della città, sempre a ridosso del fiume, in direzione sud. Poso il longboard in terra, piede destro avanti, due spinte con il sinistro ed il mio freeride inizia.
Le persone che passeggiano composte, si spostano al rumore prodotto dalle ruote sull’asfalto. Qualcuno sorride quasi a scusarsi si essere in mezzo.
Qui andare in skate è considerato normale e ti trattano alla pari dei ciclisti, che a loro volta sono rispettati come le auto. Non vale la regola della strada – tutta italiana – che chi è più “grosso e cattivo” passa prima e gli altri si devono fermare altrimenti finiscono sotto…
In Italia del resto il solo fatto di andare in skate mi avrebbe fatto guadagnare l’etichetta di drogato, o alla meglio di sballato…
Percorro tutto il lungo fiume pedonabile per poi infilarmi in velocità in un vialetto che, dopo una prima parte fra gli alberi, si apre in mille stradine che si intersecano tra loro creando saliscendi incantevoli fra palazzi moderni e curati dalle architetture affascinanti.
Un modernissimo ponte in legno a mezza luna mi permette di attraversare un canale laterale, facendomi giungere ad un palazzo istituzionale. Nel piazzale, vicino alla porta d’ingresso, alcune persone in giacca e cravatta, elegantissime, scambiamo due chiacchiere fumando una sigaretta. A far da contorno allo scenario due Porsche Panamera con tanto di scritte sulle fiancate a rappresentanza dell’ente. Un’altra discesa laterale e mi ritrovo quasi in riva al canale, su di un vialetto di palazzi storici che sembrano essere finiti li per caso, creando uno stacco architettonico notevole, ma pur rappresentando un quadro d’insieme piacevole da vedere.
Qualche metro in pianura e, girando casualmente ad un palazzo, assisto al “varo” del primo UFO fatto in casa. Un apparecchio volante a batterie con quattro eliche, comandato da un radiocomando con tanto di telecamera a bordo, capace di sollevarsi in volo verticale per poi partire in orizzontale… incredibile.
Ad assistere alla scena anche un signore distinto ed una donna che, incuriositi, commentano le varie operazioni.
Saluto il neo progettista complimentandomi per la cosa e me ne torno indietro per un altro vialetto.
Qualche metro ed un paio di curve divertenti da prendere in piega e mi ritrovo davanti ad un edificio piccolo e pittoresco circondato dal fiume su tre lati. Il vialetto che tanto mi sto divertendo a percorre gira proprio davanti all’edificio per ritornane indietro. Soltanto in ultimo mi accordo che sono finito in una stazione di polizia. Non ci sono mura di cinta o cartelli minacciosi come da noi, ma soltanto una targa con scritto “Polizei”. Alcuni agenti, indaffarati nel sistemare degli oggetti all’interno di un auto, mi guardano per un solo istante e, per niente turbati dal mio passaggio, continuano nelle loro mansioni.
Per un attimo un brivido mi percorre, convinto di aver commesso un errore passando in skate davanti a loro, ma subito dopo lo stupore per la loro mancanza di reazione ha preso il sopravvento sul resto.
Me ne torno verso il punto di partenza. Ho percorso già qualche chilometro e sono un po’ stanco. Devo riprendere l’allenamento e mi aspetta un pomeriggio di studio e compiti a casa. Mi gusto il percorso di ritorno scivolando nel silenzio di una città che si sta rivelando a me in una forma del tutto nuova. Ho sempre odiato le città, o meglio il loro caos, i problemi, lo smog e tutto quello che una metropoli comporta. Ma in questa città tutto convive, tutto funziona. E’ la prima volta che una città mi permette di provare la stessa sensazione di libertà che mi regala normalmente l’andare in windsurf in mare aperto. Avrei pensato tutto, tranne di trovare pace, natura e libertà in una città. È proprio vero che non si finisce mai di conoscere e scoprire la vita.
Più giro il mondo, più ampio le mie conoscenze, più mi rendo conto che nulla è certo, nulla è definito, ma tutto può cambiare, tutti noi possiamo cambiare le nostre idee, i nostri pensieri e perché no la nostra vita.
Vita da surfisti… forse un po’ emigranti

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Categories: il viaggio

Comments

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  • Andrea Germanetto

    In Italia non danno fastidio quelli che fanno skate, danno fastidio quelli che si divertono… qualsiasi cosa facciano!
    Qui già essere giovani è grave, essere giovanili poi è quasi reato.
    Ma tu non ci pensare e divertiti!!! :)


  • admin

    Ciao Andrea!
    Questa esperienza in Germania, che in teoria è un paese uguale al nostro, mi sta offrendo l’opportunità di fare i paragoni e ti assicuro che finora ne usciamo sconfitti… e la cosa mi dispiace molto.
    Cmq, io come sempre cerco di dare il max!!! ehehe :)


  • conquiamica

    Ecco il Marchino che conosco: blog da restare incantati davanti al computer, testi che ti fanno vivere l’esperienza insieme a te :) questo significa una cosa sola: STAI BENE :) e sono felicissima di questa cosa.
    Grande conqui <3


    • admin

      babiiii grazie per il bellissimo complimento.
      e cmq si… sto proprio bene, anche se devo studiare tantissimo e le giornate sono tutt’altro che leggere.
      Ma anche questo va bene, perchè mi piace impegnarmi per le cose in cui credo veramente.
      un abbraccione!!! :)


  • Nina

    Ciao! Sai ke dovresti scrivere un libro? Scrivi MoLtO bene e mi sembrava quasi di essere lì in quel momento. :-P


    • admin

      grazie anche a te del bel pensiero. Siete in molto a dirmi questa cosa e non ti nascondo che ci sto pensando… :)
      per ora impariamo il tedesco poi si vedrà!!! :)


  • Edgard

    Vedi Marco te lo diciamo tutti !!! ( il libro… ehhh ) Ciao a presto in qualunque parte del mondo tu sia !!!


  • admin

    essi me lo cominciate a dire in molti. Ma come ti ho già detto ci sto lavorando!!! vediamo anche questa come andrà a finire! ;-)

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